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BABBO NATALE

Babbo Natale è un saggio vecchietto poliglotta che vive a Korvatunturi, la sua casa lontana, chiamata anche “la montagna dell’orecchio”. Vive con la signora Natale e coi folletti. Indossa sempre un cappotto rosso, un gilè, una camicia di lino e stivali pesanti. Babbo Natale porta i doni ai bambini di tutto il mondo su una slitta trainata da otto renne: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Dunder e Blixen, alle quali nel 1931 si aggiunse Rudolph inventata negli uffici della Montgomery Ward, una famosa catena di magazzini americani, quando la direzione decise di donare ai propri clienti una nuova favola per Natale. Nacque così Rudolph, la renna dal grosso naso rosso, una specie di brutto anatroccolo salvato dall’emarginazione da Babbo Natale che del suo difetto fisico fece un pregio nelle notti di nebbia.

Korvatunturi si trova a 483 metri di altezza e le coordinate esatte per arrivarci sono 66º33’07” di latitudine nord e 25º50’51” di longitudine est al Circolo Polare Artico L’altopiano di Korvatunturi è situato nel territorio di Savukoski, al confine orientale della Lapponia finlandese.

Ma chi è Babbo Natale?

È San Nicola l'ispiratore di Babbo Natale con la lunga barba bianca, il capello di pelliccia e il grande mantello rosso.

Nato a Patara, in Turchia, orfano di una famiglia molto ricca, Nicola venne portato in un monastero per essere educato da prete. Il giovane vi trascorse la giovinezza e quando uscì divenne vescovo di Myra, in Lycia, nel IV secolo e forse partecipò al Concilio di Nicea nel nel 325. 
Si diceva che fosse in grado di compiere miracoli e portasse sempre in salvo le imbarcazioni che si perdevano nelle tempeste. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quest'anno infatti vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt'ora conservate e di cui divenne il santo protettore.

Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende su San Nicola.
Una tra le più famose è ricordata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33). Un nobiluomo caduto in disgrazia si disperava per la sorte delle sue tre giovani figlie per le quali non aveva una dote disponibile. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere del nobiluomo, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta del vecchio castello, tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze. La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. La terza notte il padre, volendo scoprire il misterioso benefattore, chiuse tutte le finestre e Nicola fu costretto ad arrampicarsi sul tetto per calare le monete giù dal comignolo. L'oro, cadendo, si infilò nelle calze delle fanciulle appese ad asciugare vicino al camino e, da allora, è rimasta la tradizione di appendere calze la notte di Natale per ritrovarle la mattina dopo colme di doni.

In altre versioni posteriori Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre. Secondo altre leggende ancora, questo santo sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico, il Sacro Graal, che, oltre ad essere responsabile della sua capacità di "produrre in abbondanza" da regalare, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie . 

San Nicola divenne nella fantasia popolare "portatore di doni". Si celebra il 6 Dicembre, quando il vecchio vescovo gira in groppa ad un asinello per portare regali ai bambini.

Furono gli emigranti olandesi quando fondarono New Amsterdam, l'odierna New York, a portare il nome di San Nicola fino in America. Infatti, a proteggere i marinai che salpavano verso il Nuovo Continente, sulla prua di una nave c'era proprio l'immagine di San Nicola (Sinter Klaas) con in bocca una lunga pipa olandese.

Nel 1809 lo scrittore Washington Irvin raccontò per la prima volte gli spostamenti di Babbo Natale nel cielo per la distribuzione dei regali.

In seguito, nel 1821 il pastore Americano, Clément Clarke Moore scrisse una favola sul Natale, per i bambini, nella quale il personaggio di Babbo Natale appariva con una slitta tirata da otto renne.

Nel 1860, Thomas Nast, illustratore e caricaturista del giornale New Yorkais Illustrateur Weekly, rivestì Babbo Natale d'una lunga mantella rossa guarnita di pelliccia e con un grosso cinturone di cuoio nero. Durante quasi 30 anni, Nast illustrò con centinaia di disegni tutti gli aspetti della leggenda di Babbo Natale. Nel 1885, Nast stabilì ufficialmente la residenza di Babbo Natale al Polo Nord.

L'anno seguente, lo scrittore Americano George P. Webster riprese quest'idea e precisò che la fabbrica dei giocattoli e la dimora di Babbo Natale durante i lungi mesi estivi erano nascosti tra i ghiacciai e la neve del Polo Nord.

Poco dopo, nel 1923, Clement Clarke Moore scrisse un altro componimento in cui un piccolo, vecchio uomo sfrecciava per i cieli su una minuscola slitta trainata da otto renne ed entrava nelle case attraverso il camino per colmare le calze di giocattoli. 

Questi autori, con i loro scritti, ebbero così l'effetto di donare ufficialmente alla figura di San Nicola la cittadinanza americana e di trasformarlo in Babbo Natale.

Col passare del tempo si diffuse anche l'idea che Babbo Natale potesse esaudire i desideri dei bambini, portando loro ciò che più volevano, grazie alle lettere che questi gli avrebbero scritto.

Nel 1974, tre impiegati delle poste canadesi di Montreal, avendo notato la grande massa di lettere che arrivavano ogni anno per Babbo Natale, decisero di rispondere alle centinaia di bambini, dando vita alla vera e propria Posta di Babbo Natale. 
L'anno successivo ricevettero ancora più lettere, e poi sempre di più, tanto che nel 1983, le poste canadesi hanno indetto un servizio di posta speciale solo per Babbo Natale, in cui il codice di avviamento postale è naturalmente HOH OHO!


Un particolare ringraziamento ad Antonella

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