TORNA ALLA HOME PAGE
L’ALBERO DI NATALE

Da sempre e in tutte le culture l'albero è stato considerato il simbolo della vita. 

L’abete ha un particolare significato simbolico perché esso è verde e rigoglioso quando le altre piante sono spoglie e sembrano morte. Quest’albero rappresenta la vita eterna e la speranza del ritorno alla vita. 

Fin dall'antico Egitto proprio l'abete veniva considerato l'albero della Natività, pianta sotto cui era nato il dio di Biblos. In Grecia l'abete era l'albero sacro di Artemide, protettrice delle nascite. Presso le popolazioni dell'Asia settentrionale, l'abete era considerato l'albero cosmico, piantato in mezzo all'Universo. 

Molte leggende narrano che l'abete è uno degli alberi del giardino dell'Eden. 
Una narra che l'abete è l'albero della Vita le cui foglie avvizzirono ad aghi quando Eva colse il frutto proibito e non fiorì più fino alla notte in cui nacque Gesù.
Un'altra leggenda narra che Adamo portò un ramoscello dell'albero del bene e del male con lui dall'Eden. Questo ramoscello più tardi divenne l'abete che fu usato per l'albero di Natale e per la Santa Croce. 

L'albero di Natale è una tradizione antica che viene fatta risalire agli antichi popoli germanici, in particolare i Teutoni, che a partire dal solstizio invernale, i giorni più corti dell'anno, nei loro riti pagani festeggiavano il passaggio dall'autunno all'inverno piantando davanti alle case un abete ornato di ghirlande e bruciando un enorme ceppo nei camini. 
Questo ceppo veniva scelto tra i migliori della catasta ed era bruciato nelle case davanti alla famiglia al completo per 12 giorni consecutivi. Dal modo di ardere del legno venivano tratti presagi su come sarebbe stato l'anno successivo. 
Simbolicamente si bruciava il passato, e si coglievano i segni del prossimo futuro: le scintille che salivano nella cappa simboleggiavano il ritorno dei giorni lunghi, la cenere veniva raccolta e sparsa nei campi per renderli fertili e pronti ad abbondanti raccolti.
I Romani decoravano le loro case con rami di abete durante i Saturnalia e si scambiavano rami di questa pianta come segno di buona fortuna.
I Druidi consideravano gli abeti sacri e il simbolo della vita stessa.

Con l’avvento del cristianesimo molte di queste tradizioni pagane furono incorporate in esso.

Esistono numerose storie sull’origine dell’albero di Natale.

Una storia ucraina racconta di una donna molto povera che non aveva nulla da mettere sull’albero del suo bambino. Quando la donna si svegliò la mattina di Natale trovò i rami dell’albero ricoperti da ragnatele che con la luce del sole sembravano d’argento.

Un’altra storia che giunge dalla Germania parla di ragni e degli alberi di Natale. Tanto tempo fa le famiglie permettevano ai loro animali di entrare in casa per ammirare l’albero di Natale durante la vigilia di Natale. Poiché Gesù era nato in una stalla essi ritenevano che gli animali potevano prender parte alle celebrazioni natalizie. Gli unici animali a cui ciò non era permesso erano i ragni, poiché le donne non volevano che le loro case fossero riempite di ragnatele. I ragni erano molto tristi per questo così un Natale si lamentarono con Gesù Bambino, che si dispiacque molto per loro e decise che quella notte, quando tutti erano a dormire, li avrebbe fatti entrare in casa per ammirare l’albero. I ragni rimasero incantati dall’albero e da quella notte entrarono di nascosto tutte le notti seguenti in casa e intrufolandosi tra i rami li ricoprirono con le loro ragnatele. La mattina di Natale quando le donne della casa si svegliarono videro quello che avevano fatto i ragni, ma invece di essere arrabbiate, rimasero deliziate. 
A ricordo di ciò, la notte in cui nasce Gesù Banbino, ancora oggi gli alberi di Natale vengono decorati con scintillanti fili di lamè. 

Una leggenda sulle origini dell’albero di Natale ci riporta a San Bonifacio. Era questi un monaco inglese che organizzò le chiese cristiane in Francia e Germania. Un giorno durante un viaggio San Bonifacio incontrò un gruppo di pagani riuniti intorno ad una grande quercia per sacrificare un bambino al dio Thor. Per fermare il rito sacrificale e salvare la vita del bambino Bonifacio sferrando un fortissimo pugno fece cadere la quercia e al suo posto apparve un piccolo abete. Il santo disse ai pagani che quel piccolo abete era l’Albero della Vita e simboleggiava la vita eterna di Cristo.

Un’altra leggenda racconta che Martin Luther, il fondatore del protestantesimo, mentre camminava in un bosco la vigilia di Natale fu attratto dallo scintillio proveniente dagli alberi ghiacciati che, illuminati dai bagliori della luna, sembravano fossero ricoperti da migliaia di stelle. Così affascinato da quello spettacolo Martin Luther tagliò un piccolo albero per portarlo a casa alla sua famiglia. Per ricreare lo stesso luccichio che aveva visto nel bosco, egli pose su tutti i rami delle candele.

C’è poi una storia che racconta di un povero taglialegna che la Vigilia di Natale incontrò un bambino solo e affamato. Benché l’uomo fosse molto povero diede al bambino da mangiare e un riparo per la notte. L’indomani, quando il taglialegna si svegliò, trovò un bellissimo e scintillante albero fuori la porta di casa. Il bambino solo e affamato era in realtà Gesù Bambino che per ringraziare il povero uomo della sua bontà gli dono quell’albero.

Si ritiene che l’usanza dell’albero di Natale sia iniziata in Germania nel sedicesimo secolo quando i devoti cristiani iniziarono a decorare gli alberi nelle loro case durante il periodo natalizio.
Alcuni costruivano delle piramidi di legno e le decoravano con rami di abete e con candele.

L’usanza dell’albero di Natale divenne popolare in altre parti d’Europa. 
In Inghilterra il Principe Alberto, marito della regina Vittoria, rese gli alberi di Natale alla moda, decorando il primo albero di Natale inglese con le candele, una varietà di dolci, frutta e di pan di zenzero in 1841 nel castello di Windsor. Ben presto, i nobili inglesi copiarono questa moda, usando come decorazioni tutti i generi di articoli più esagerati. 
Charles Dickens ci racconta come a metà dell’Ottocento l’albero iniziò ad essere addobbato con bambole, mobili in miniatura, minuscoli strumenti musicali, pistole e spade giocattolo, frutta e caramelle.

Durante la maggior parte del diciannovesimo secolo gli Americani trovarono l’usanza dell’albero di Natale una cosa odiosa. Il primo ricordo dell’esposizione di un albero di Natale in America risale al 1830 in una comunità tedesca della Pennsylvania, quando fu addobbato un albero per raccogliere denaro per la chiesa locale. Gli abitanti del villaggio videro la cosa come un oltraggio e un ritorno al paganesimo ed chiesero al parroco di togliere al più presto quell’albero.


Durante la fine dell’Ottocento pian piano l’albero di Natale divenne popolare in tutti gli Stati Uniti.
Mentre le persone di origine europea usavano piccoli alberi decorati con mele, noci e biscotti di marzapane, gli americani preferivano alberi molto alti, che arrivassero a toccare il soffitto, e li decoravano con oggetti fatti in casa.

L’arrivo dell’elettricità rese gli alberi di Natale colorati di luci scintillanti.

Così gli alberi di Natale iniziarono a fare la loro comparsa nelle piazze di tutto il mondo, e tutti gli edifici, pubblici e privati, segnano l’inizio del periodo natalizio con la cerimonia dell’albero di Natale.

In Italia l’uso dell’albero di Natale si è diffuso solo dopo la seconda Guerra Mondiale, ma anche da noi oggi l’albero è diventato uno dei principali simboli del Natale.

Un particolare ringraziamento ad Antonella

Visita i siti partner che hanno reso possibile la realizzazione di questo importante strumento di comunicazione


Blinky Giocattoli e Regali per Bambini


Se desideri apparire in questa sezione contattaci al numero 199.443.592
 

digitalweb.it for Media & Press
© and Trademark 2003
All right reserved
Via N. Bixio 57 43100 Parma,
tel 0521.207711