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ORIGINI DELLA FESTA DI NATALE

Il Natale è la festa in cui si celebra la nascita di Gesù Cristo, e prende il nome proprio dal latino natale Christi, nascita di Cristo, festa che nella Cristianità occidentale viene celebrata il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale il 6 gennaio.
Le festa del Natale ha origini molto antiche ed ha subito, nel tempo, profonde modificazioni, sia nella ritualità che nei personaggi protagonisti della stessa.
La tradizione cristiana si intreccia con la tradizione popolare e soprattutto contadina, in quanto prima della festa cristiana, in questo periodo c'era una serie di feste e riti legati al mondo rurale.
La scelta del 25 dicembre venne universalmente accolta per un semplice fatto: in tale giorno i pagani celebravano la nascita del Sole e poiché le genti si mostravano ancora, seppur convertite, fortemente legate a tale evento ed alle tradizioni connesse, si ritenne opportuno trasformare il suo significato invitando i credenti a celebrare non il Sole ma Colui che lo aveva creato.

La celebrazione pagana del culto del Sole era connessa con il solstizio d'inverno (22 dicembre), ovvero con il momento dal quale i raggi del sole tornano ad illuminare e riscaldare più intensamente il pianeta, con i conseguenti benefici per i suoi abitanti e per le colture. Evento che veniva appunto salutato come una nascita o rinascita del sole e conseguente morte dell'inverno e del maltempo.
Nell’antica Roma il solstizio di inverno veniva celebrato con una settimana di festività, dal 17 al 24 dicembre, dedicate a Saturno e dette perciò Saturnalia. Le feste di Saturno erano l'uscita dal buio. 

Saturno, secondo la mitologia romana, era un dio buono e saggio, che scacciato dall'Olimpo dal sommo Giove, si rifugiò nel Lazio ove introdusse l'agricoltura donando alle genti prosperità, serenità e libertà. Il suo regno fu per questo poi ricordato come l'Età dell'Oro, un’epoca felice in cui gli uomini non conoscevano ancora servitù e miseria. 

Durante i Saturnali i Romani si comportavano in modo tale da rievocare, in qualche modo, l'Età dell'Oro e quindi la prosperità e la libertà perdute. Tutto iniziava con un sacrificio solenne nel tempio di Saturno, ai piedi del Campidoglio, durante il quale la statua del Dio veniva liberata dalle bende che, simbolicamente, intendevano impedire al Dio di fuggire. Al termine della cerimonia si dava inizio ad un grande banchetto pubblico
Oltre al banchetto ufficiale vi erano banchetti privati nelle case: le tavole venivano imbandite con lusso e venivano preparati manicaretti di ogni genere, simbolo di abbondanza. Inoltre, era tradizione lo scambio dei doni.
Ma l'usanza più singolare dei Saturnalia era quella di concedere ai servi la più assoluta libertà di azione e parola, sempre in ricordo dell'Età dell'Oro in cui non esistevano né servi né padroni.

Nel 274 d.C. l’imperatore Aureliano introdusse una festa che si avvicina molto al Natale, festa che si teneva il 25 dicembre in onore del dio Mitra, celebrato come il sole invincibile, sol invictus, attraverso una serie di riti molto simili a quelli cristiani. Il dio Mitra era una antica divinità iranica, secondo i Nabatei il dio nacque un 25 dicembre in una grotta ed il suo compito era quello di riportare la "luce" nel mondo, combattendo Arimane, Dio delle Tenebre.
L'apogeo del mitraismo si ebbe nel II-III secolo d. C., periodo particolarmente travagliato durante il quale l'impero vacillava minato da una crisi non solo economica e militare, ma che investiva anche tutto il mondo pagano che approderà più tardi alla totale cristianizzazione. In quell' epoca la religione mitraica si diffuse anche nelle classi più elevate fino ad arrivare allo stesso imperatore.
Senza diventare mai religione ufficiale dello stato, il mitraismo godette però di una vasta fortuna, oltre che nell'esercito, soprattutto tra le classi più modeste della società: schiavi, liberti, artigiani e piccoli commercianti. Contemporaneamente, da questi stessi strati popolari e da esigenze spirituali analoghe, muoveva anche l'altra grande religione monoteista dell'epoca: la religione cristiana, che avversò sempre il mitraismo come il concorrente più pericoloso.

Perché il Natale acquisti significato odierno bisogna aspettare il IV secolo d. C., e per l’Impero d’Oriente anche oltre, quando il cristianesimo da religione perseguitata, ormai trasformatosi in culto ufficiale al quale gli stessi imperatori si convertivano, si appropriò, con opportune modifiche, di tutte le tradizioni e i riti delle religioni precedenti. Così il Natale si sostituì alle festività Romane del periodo di dicembre, considerate pagane e anti-cristiane.

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